domenica 29 aprile 2012

Come evitare la scossa quando si scende dall'auto?

 Come-evitare-scossa-auto
Quante volte scendendo dall'automobile abbiamo preso una piccola scossa elettrica? Un milione di volte, forse di più?

La risposta è probabilmente si, perchè lo sfregamento dei nostri vestisi (soprattutto sintetici, scarpe sintetiche) contro i sedili dell'auto (quando non sono in pelle) creano una carica elettrica statica.

Tecnicamente le cariche elettrostatiche si hanno quando due corpi che entrano in contatto si separano, durante questo distacco si ha un forte disequilibrio tra gli elettroni presenti sui due corpi, è così che si vengono a generare delle cariche di segno opposto sui corpi coinvolti.

Lo sbilanciamento di elettroni provocato è la comune carica elettrostatica. Viene a crearsi così un campo elettrico.

Quindi la scossa avvertita scendendo dalla macchina, è un trasferimento immediato di carica elettrostatica tra corpi a differente potenziale elettrostatico.

Questo fenomento varia a seconda delle condizioni ambientali, come temperatura ed umidità. Più è secco e caldo maggiori sono le probabilità che il fenomeno si verifichi.
Il rimedio è semplicissimo:

Prima di scendere dall'auto e quindi mettere i piedi a terra, bisogna toccare la struttura metallica dell'auto, la carrozzeria per intenderci, come ad esempio lo sportello,

Così che le cariche elettriche statiche possano fluire tranquillamente senza formare un arco. In questo modo saremo tranquilli di non prendere la scossa. O meglio la scarica ci sarà ugualmente ma la superfice di distribuzione sarà molto più ampia perchè useremo tutto il corpo, in questo modo non si avvertità quel fastidio tipico della scossa elettrica.

1 commento :

  1. Quindi se i costruttori di auto montassero una plachetta metallica a contatto con il telaio basterebbe toccarla prima di scendere per evitare una fastidiosa esperienza!

    Le varie codine striscianti, che andavano di moda negli anni settanta, potrebbero essere superate da accorgimenti come quelli da te suggeriti.

    Ci provero alla prossima occasione!!!
    Un saluto, elvio.

    RispondiElimina